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Anche la Spagna comincia a sentire la lentissima ripresa economica europea, segnando un esile 0,1% di crescita del Pil del terzo trimestre. Questo piccolo fattore positivo, però, non è riuscito a rilanciare il mercato della casa, ancora soffocato dalla grande bolla immobiliare che vede uno stock di oltre 800mila case ancora invendute. Gli immobili venduti, inoltre, continuerebbero a essere in calo, con un -2,5% del secondo trimestre rispetto all’anno precedente, già fortemente in calo rispetto agli anni d’oro.
Da questa situazione di lento declino la drastica decisione che arriva dal Sareb, la banca pubblica che ha ereditato il patrimonio immobiliare dalle banche per salvare gli istituti di credito, ha stanziato in bilancio una cifra di 103 milioni di euro per procedere alla demolizione di un pezzo del suo tesoretto edilizio. La scelta sarebbe motivata in primis dalla mancanza di fondi per finire i lavori, ma soprattutto dalla volontà di evitare le spese di gestione e per provare a dare un piccolo elettrochoc al mercato, visto che i prezzi -malgrado un crollo del 40% dal 2008- stanno continuando a calare mettendo a rischio gli stessi conti del Sareb.
La scelta è stata nettamente criticata dalle associazioni dei consumatori, il Sareb, però, si sarebbe difeso citando il caso dell’Irlanda, in cui scelte analoghe avrebbero generato in modo artificioso un timido rialzo dei prezzi.



