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La lunga crisi che ci coinvolge da ormai cinque anni e dalla quale stiamo faticosamente cercando di uscire sta modificando le nostre abitudini di acquisto e lascia intuire nuovi scenari distributivi. Per quanto riguarda i consumi, per esempio, questi si sono certamente ridimensionati, e basta guardarsi attorno per osservare come oggi siano più ‘consapevoli’ e più ‘misurati’. Per rendersene conto è sufficiente valutare ciò che è successo nel mondo alimentare: le famiglie hanno interrotto la consuetudine di ‘fare scorta’ con la grande spesa di inizio mese e, al contrario, sta prevalendo l’abitudine di comprare solo il necessario per soddisfare il consumo quotidiano. In questo modo si limitano gli sprechi e si amministrano meglio i budget mensili.
Nel mondo dell’edilizia, ugualmente, la crisi ha provocato e sta provocando forti cambiamenti. Nella dimensione del mercato, innanzitutto, che il Cresme stima ridotto del 30%, così come nelle compravendite di immobili, che il Censis certifica dimezzate tra il 2007 e il 2013. E anche nel segmento delle pitture e vernici i segnali incoraggianti del primo semestre 2014 sono stati vanificati dal nuovo arresto delle vendite degli ultimi mesi, ancorando il settore a valori ben lontani da quelli pre-crisi.
Si assiste, insomma, ad una decisa contrazione del mercato e ad un nuovo atteggiamento dei consumatori nei confronti dei consumi, che comporta un rimodellamento anche del retail e dei sub-canali che, al suo interno, distribuiscono il prodotto verniciante. In particolare, per il colorificio/ferramenta o negozio di prossimità si sta delineando una ‘seconda giovinezza’: vediamo secondo quali dinamiche e perché.
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