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Secondo l’Isae, ad aprile è calato il clima di fiducia delle imprese del commercio al minuto. Considerato al netto dei fattori stagionali, infatti, l’indice di fiducia è passato a 95,4 da 98,9 di marzo, su valori leggermente inferiori a quelli medi del primo trimestre.
Sono nel complesso meno favorevoli le valutazioni riguardo all’evoluzione corrente e futura delle vendite. Stabili sono rimasti i giudizi sul livello delle scorte. Quanto alle serie che non entrano nella definizione del clima di fiducia, moderati segnali di preoccupazione sono emersi dalle previsioni a breve termine circa le dinamiche future sia degli ordini che del mercato del lavoro. Rispetto alla scorsa rilevazione, anche i giudizi relativi all’inflazione hanno segnalato un’accelerazione, mentre, riguardo alle tendenze future dei prezzi, sono prevalse le intenzioni di non voler modificare i propri listini. Analizzando i dati per tipologia distributiva, sono emersi forti segnali negativi dalle imprese della distribuzione moderna, il cui indicatore, al netto della componente stagionale, è sceso a 90,1 (97,8 in marzo, quando si era registrato un guadagno di quasi 10 punti). Meno ottimistiche rispetto al mese precedente, sono anche le valutazioni dei commercianti afferenti alla distribuzione tradizionale, il cui indicatore destagionalizzato è sceso da 99,3 a 98,1.
