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Il contributo dell’industria chimica in Italia al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto è estremamente significativo. Il settore ha infatti ridotto le emissioni di anidride carbonica di oltre il 30% (da 15,6 a 10,2 milioni di tonnellate) nel periodo 1990-2000. Tenendo presente che l’Italia deve ridurre del 6,5% le emissioni di CO2 nel periodo 1990-2010 è evidente che la chimica ha già largamente superato gli obiettivi dell’intero Paese.
Nel periodo 2000-2002, i dati dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 delle imprese aderenti a Responsible Care mostrano una riduzione rispettivamente del 6% e del 7% (pari a emissioni di gas serra per circa 12 milioni di tonnellate), confermando il forte e crescente impegno dell’industria chimica in Italia nei confronti dello sviluppo sostenibile. Il Programma Responsible Care, nel cui ambito si è sviluppata la maggior riduzione delle emissioni di CO2, è l’iniziativa volontaria dell’industria chimica mondiale nata per salvaguardare la sicurezza e la salute dei dipendenti e la protezione dell’ambiente. Attualmente vi aderiscono oltre 10.000 imprese in 47 Paesi nel mondo. In Italia vi aderiscono 170 imprese con 450 unità produttive. Anche la delibera CIPE123/2002, documento di riferimento per la politica nazionale di riduzione delle emissioni di gas serra, rileva che i risultati dell’industria chimica si inseriscono nella prestazione positiva del settore industriale italiano che, nel suo complesso, ha ridotto le emissioni da uso di combustibili fossili, nel periodo 1990-2000, da 85 a 78 milioni di tonnellate di CO2. L’impegno di Federchimica nei confronti dell’ambiente è testimoniato anche attraverso il suo contributo di idee e di proposte a livello istituzionale. Il comitato energia di Federchimica ha partecipato nel 2002 alle indagini conoscitive del Parlamento, definendo documenti di posizione specifici, disponibili sul sito www.federchimica.it
