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Giorgio Squinzi guadagna la presidenza dell’associazione degli industriali: la votazione finisce 93 a 82. Giorgio Squinzi è il nuovo presidente di Confidustria, successore di Emma Marcegaglia: il numero uno di Mapei, società leader nel settore della chimica per l’edilizia, batte per un pugno di voti Alberto Bombassei, patron della Brembo. La campagna elettorale è stata la più combattuta che Confindustria abbia mai visto nella sua storia centenaria.
Il nord è si è espresso in maggioranza per il numero uno della Brembo: con lui sono stati Piemonte, Friuli, Emilia, quasi tutto il Veneto e buona parte della Lombardia. Per Squinzi, grazie alla regia del presidente degli industriali di Roma, Aurelio Regina, si sono schierati compatti gli industriali del centro-sud.
Di fatto, ha prevalso la campagna impostata da Squinzi, che ha promesso una profonda riforma delle liturgie e, soprattutto, dell’organizzazione elefantiaca di Confindustria ma in modo più “sobrio”, come lui stesso l’ha definita: “Questa presidenza di Confindustria per me è una missione -ha affermato il neo presidente aggiungendo- Il mio obiettivo è essere il presidente di tutti. Darò una spinta importante nella direzione di trovare la crescita, questo Paese ha bisogno di trovare la crescita”. Poi, da grande appassionato di ciclismo, Squinzi paragona la sua vittoria a quelle di Oscar Freire, campione spagnolo di Mapei, la sua squadra: “Veniva sempre fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti”.



