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Sostenibilità ambientale e tutela della salute rappresentano due sfide per il progresso di tutta la società. Per il sistema industriale costituiscono un volano per crescere e per innovare. Perché questo accada, però, le norme ambientali devono essere attuate in coerenza con quelle comunitarie e vengano applicate allo stesso modo in tutti i Paesi europei, senza oneri aggiuntivi, che rischiano di minare lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane.
E’ questo il senso dello studio sulla valutazione comparativa dell’AIA a livello nazionale ed europeo che presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e il presidente del Comitato tecnico per l’ambiente e l’internazionalizzazione del Sistema Associativo, Edoardo Garrone, hanno presentato in una conferenza stampa. L’analisi, che mette a confronto le esperienze nazionali ed europee, fornisce un esempio concreto della correlazione tra ambiente e politica industriale.
L’Italia, nell’attuazione della disciplina sulle emissioni IPPC (normativa sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento), presenta costi amministrativi e burocratici più elevati rispetto ai principali Paesi dell’area UE, a causa delle tempistiche più lunghe e dei maggiori oneri. Inoltre la disciplina europea in materia ambientale viene spesso recepita, nel nostro Paese, in maniera più restrittiva rispetto ai parametri europei (limiti di emissioni, sanzioni, oneri e tariffe a carico delle imprese).
“Per continuare ad attrarre investimenti, l’Italia deve avere un quadro normativo ambientale allineato agli standard europei e semplificare in modo deciso le procedure. La sfida della sostenibilità ambientale richiede innovazione tecnologica ed investimenti importanti. Le imprese italiane sono pronte a fare la loro parte ma le regole del gioco devono essere le stesse per tutti” ha fatto notare il presidente Giorgio Squinzi nel corso della conferenza stampa.
“Noi chiediamo di allineare le procedure italiane alle best practice europee e di ricondurre le istituzioni locali ad eseguire valutazioni omogenee sul territorio. Un quadro di regole certe e stabili nel tempo -ha concluso Squinzi- garantisce la tutela dell’ambiente e della salute, il rilancio degli investimenti e lo sviluppo del Paese”.




