Verinlegno sbarca in Cina

Il 2013 di Verinlegno è andato in archivio nel segno dello sviluppo. Cresce decisamente l’export (+ 24% sul 2012), si consolida il mercato nazionale (+3%). E’ stato un anno che ha visto l’ingresso in Canada, negli USA, in Australia, nello Sri Lanka e all’orizzonte, prossima avventura, la Cina. La normativa CCC necessaria per commercializzare vernici nel colosso asiatico richiede, infatti, complicati controlli e garanzie alle quali l’azienda è già in grado di rispondere. Intanto i contatti diretti con grandi produttori di mobili di Shanghai sono ben avviati.

Nel 2013 l’impresa è stata un cantiere aperto. Si è mossa verso la razionalizzazione della produzione, oltre le diseconomie di una crescita avvenuta negli anni seguendo le necessità del momento. E’ progredita la capacità di ricerca che vede oggi il consolidamento di un laboratorio d’avanguardia: collaudo e applicazione prodotti finiti e materie prime; ricerca e sviluppo per i prodotti base acqua; laboratorio applicativo per la ricerca UV sono le tre macro aree che lo costituiscono.

E’ grazie poi alla volontà costante di rifinanziare il processo produttivo che, a partire dal 2004, salgono gli indici dell’export, fino ad arrivare ai numeri odierni. Nel 2013 quasi la metà del fatturato, pari a circa 20 milioni di euro, proviene dall’export. Così cambia, in parte, la tipologia di vernici di successo offerte dall’azienda. Cresce la richiesta di prodotti standard, fondi e finiture, che sul mercato europeo risulterebbero fuori mercato. Perché Verinlegno punta sulla qualità del prodotto a discapito talora del prezzo. Non mancano soddisfazioni sul mercato interno, nonostante la persistenza della crisi. L’Italia è ancora oggi il paese dal quale arrivano le richieste di qualità più alta, ma in volumi ridotti.