Cromology: una realtà vincente che gode di ottima salute

Uno degli aspetti che amo del mio lavoro di giornalista, è il privilegio di poter raccontare senza filtri quello che vedo, con la certezza di restituire a chi legge la storia concreta dei fatti reali. Si tratta di una professione, dunque, che mi permette di conoscere direttamente realtà come quella di Cromology, un’azienda con la A maiuscola che, come tutti i big player, porta con sé voci e chiacchiere spesso non veritiere.

Ed è proprio in virtù del mio ruolo di osservatrice obiettiva che posso esporre, senza timore di smentita, una tangibile evidenza: l’azienda c’è, non è in vendita, è sana, è in fase di consolidamento ed espansione ed è forte di strategie consapevoli e interessanti, di logiche territoriali e internazionali e di un management altamente qualificato e professionale che ragiona in termini prospettici, attingendo dalle certezze dei marchi più accreditati per proiettarsi verso scenari futuri molto plausibili.

La giornata che Cromology ha dedicato alla stampa ha permesso ai giornalisti di visitare il sito produttivo di Porcari, in provincia di Lucca, di entrare nel sistema dell’azienda e di conoscerne i dirigenti che hanno spiegato, con dovizia di particolari, quali sono i meccanismi che la governano.

A fare gli onori di casa è stato Massimiliano Bianchi -direttore generale e amministratore delegato di Cromology Italia e Colori di Tollens Bravo-: 45 anni, un curriculum di tutto rispetto, brillante e preparato, ha intrattenuto i convenuti avvalendosi anche delle specifiche competenze del suo team di direttori insieme ai quali ha analizzato numeri e progetti di oggi e di domani.

“I manager di Cromology Italia costituiscono un gruppo di lavoro nostrano perché -spiega Bianchi- la conoscenza di un territorio complesso come quello del nostro Paese è propria di chi lo abita e lo vive e si traduce in una migliore competenza quando si tratta di doverla applicare alla progettualità e alla quotidianità di un’azienda”.

 

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